MIMMO PALADINO
Artista
Nato a Paduli, Benevento, nel 1948, ha operato nel campo della pittura, della scultura e della grafica. Esponente della Transavanguardia, Mimmo Paladino ha interpretato le caratteristiche di eclettismo e nomadismo intellettuale codificate da Achille Bonito Oliva negli anni ’80. La produzione di Paladino si avvale infatti di un vasto immaginario che attinge a diverse epoche e diversi stili, vi ricorrono immagini che rimandano ad un universo arcano e primitivo, elementi archetipici carichi di potere evocativo. Pittura, scultura e grafica sono tecniche diverse che egli fonde nei suoi progetti scenografici. Ricordiamo, tra le sue occasioni di confronto con il teatro, l’allestimento de La sposa di Messina di Schiller per la regia di Elio De Capitani, con la realizzazione di una grande montagna di sale, alle pendici della quale si svolge la maggior parte del dramma. Nel corso dei lavori dell’Hortus Conclusus di Benevento (un enorme cavallo di bronzo con una maschera dorata sul volto si erge sul muro di cinta di un giardino accessibile dal centro della cittadina campana) nasce Veglia, presentata nel corso del Festival Teatrale di Benevento per la regia di M. Martone. Con Martone collabora all’ Edipo Re (2000) e l’Edipo a Colono (2004). Realizza inoltre scenografie per il Tancredi di Rossini nel 2002 al San Carlo di Napoli, per i Brani dell’Iliade e dell’Odissea di Toni Servillo, per il lavoro di Enzo Moscato Sull’ordine e disordine dell’ex macello pubblico (Rivoluzione ’99). Spesso Paladino suggerisce una visione sincronica della storia, una sovrapposizione di culture in un dialogo fatto di continui rimandi fra passato e presente che portano alla creazione di un linguaggio unico, i cui segni si aspettano di essere decifrati e compresi.